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Sunday, May 20, 2012 ..:: D. Dolci » Lettera al Prof. Bonora ::.. Register  Login
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"Ragione ed Emozione"

Frutto di una bellissima esperienza fatta in Francia è stato il risultato della ricerca realizzata in collaborazione con l' "Universitè Lumiére Lyon 2" grazie alla vincita di una borsa di Studio.

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Il lavoro è stato presentato al concorso Letterario editoriale "L'Autore" indetto dalla Casa Editrice "Maremmi Editore SAS- Firenze Libri".


      

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Gent.mo Prof. Bonora

            Le domande che mi pone sono così dense e intrise di ricordi, riflessioni, pensieri che occorrerebbe molto tempo per poter rispondere a tutte in modo pienamente soddisfacente. Comunque cercherò di soddisfare la sua richiesta, come meglio mi è possibile.

            Ho incontrato Danilo all’Università di Messina durante uno dei primi seminari che ha condotto per il corso di studi di Pedagogia Sociale. Avevo già letto il suo Palpitare di nessi e mi aveva tanto appassionato da desiderare moltissimo di incontrare questo studioso, che era stato così capace di emozionarmi.

            E’ inutile dire che la prima impressione è stata estasiante, ho subito quasi un effetto catartico, avevo mille pensieri da esprimere, ma mi sentivo incapace di metterli tutti a fuoco. Mi sentivo affascinata da quel suo modo di condurre gli incontri che, per la mia esperienza accademica o più in generale per tutta la mia esperienza scolastica, rappresentavano una novità. Non mi era mai successo che un docente mi chiedesse cosa pensassi! Questa è stata la cosa che mi ha colpito di più di lui: la sua capacità di ascoltare, di sentire il pensiero altrui, la sua capacità di indurre alla riflessione, di far maturare un proprio autentico e personale modo di pensare.

            Sotto l’influsso di questi incontri è nata l’idea della mia tesi di laurea. La strategia educativa basata sulla comunicazione mi sembrava un’idea importante da approfondire e sulla quale riflettere. La decisione è maturata lentamente, inizialmente la tesi era rivolta solo a uno studio sulla maieutica e lo sviluppo sociale, poi quest’ultimo aspetto si è esteso a quello planetario, cioè ad una visione più ampia della maieutica che non comprendesse solo gli esseri umani ma tutte le creature esistenti.

            Inutile dire che il lavoro di Danilo è sempre stato per me fonte di grande interesse. Sul piano delle azioni ho trovato molto appassionante, forse da siciliana, l’azione antimafia che lui ha svolto in modo così coraggioso e determinato, anche se forse questo è un aspetto su cui si è parlato meno.

            Ma è questo, a mio avviso, che accomuna Danilo a Socrate: entrambi svolgono un’azione politica. Per Socrate tutto il metodo maieutico è indirizzato solo alla gioventù aristocratica ateniese. Per Danilo è rivolta a tutti, perché tutti devono riappropriarsi del proprio pensiero e vivere nella società in modo critico, senza lasciarsi subire o “dominare” da nessuno. Ciascuno scopre nella maieutica il potere del proprio pensiero, affinché si possa svincolare dal dominio del pensiero altrui.

            Credo che Danilo fosse categorico nel distinguere il trasmettere dal comunicare, nella stessa misura in cui distingueva il dominio dal potere, anzi credo che tra loro siano collegati. Il trasmettere è funzionale al dominio, come il comunicare è fondante per il potere di ciascuno. Comunicando si restituisce il potere di pensare. Trasmettendo, si confonde,  si inebria e il pensiero viene dominato. In ambito scientifico si possono acquisire delle informazioni che nascono dal bisogno di sapere, dall’interesse personale, dal desiderio di conoscere, ma che non è paragonabile al mero trasmettere. Dare delle informazioni per aprire l’altro a nuove riflessioni, credo possa aiutare a non inquinare le menti e a liberarle dal dominio soffocante e questa non credo si possa chiamare trasmissione.

            Cerco nella mia vita di tutti i giorni di mettere a frutto questi pensieri e queste esperienze. Cerco di educare le mie figlie, sebbene ancora piccoline, ad esprimere il loro pensiero, ad avere il coraggio delle proprie idee. Ma non sempre è facile! A volte vorrei prendere delle strade meno irte di difficoltà e più cariche di certezze. Tanti sono i dubbi che mi assalgono come genitore perché troppe sono le implicazioni affettive che quasi mi tolgono la capacità di discernimento.

            Forse riesco meglio come educatrice. A scuola a prescindere dalle discipline che insegno, riesco a mettere a frutto il metodo maieutico con più facilità.

            Io spero che il pensiero e l’opera di Danilo possano essere conosciuti anche dalle giovani generazioni, ma non saprei in concreto come ciò possa accadere. L’unico suggerimento che mi sento di proporre sono i libri. Scrivere su di lui, sul suo metodo maieutico, riprendere alcuni dei suoi testi, soprattutto quelli che non si trovano più facilmente, e divulgarli nuovamente. Tentare insomma una maieutica con chi non c’è più. Danilo stesso faceva tesoro di questa maieutica con il passato, lasciando parlare anche chi più non c’è.

            Io credo che nel mondo ci sia tanto bisogno di comunicare. Quando si parla di creatività, di pensiero critico, alla fine gli uomini, le donne, i bambini soprattutto, sono meno sordi di quanto si possa pensare… o forse è solo una mia illusione.

 

Tiziana Rita Morgante                                         Roma, 27 gennaio 2004


      

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"Maieutica e Sviluppo Planetario in Danilo Dolci"

Contenuti di un'Esperienza stupenda fatta al fianco dei miei due grandi "Maestri": "Danilo Dolci", "Nino Mangano"

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